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Giuliano Sturli - Eventi Mediali - 4 marzo 2000


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EVENTI MEDIALI

Giuliano Sturli

dal 4 al 24 marzo
Inaugurazione ore 18:00

presentazione
di
Sandra Lischi

 

Fotografia, cinema, video: per Giuliano Sturli le virgole che separano i tre media non esistono, c'è una circolazione, un movimento continuo fra e anche dentro questi modi di rappresentazione. E il filo conduttore di questo movimento sembra essere il dialogo ininterrotto (difficile, aspro, disarmonico) fra il corpo e la tecnologia, la concretezza del gesto e la volatilità del supporto, la pesantezza dell'essere e la leggerezza dell'immagine. Sturli è un esploratore di queste modificazioni dei linguaggi dell'arte a contatto con le tecnologie attuali, e lo è stato fin dai primissimi anni Settanta, con esperimenti pionieristici di videoperformance e, poi, di arte teletrasmessa. Una ricostruzione (quanto mai urgente e necessaria) della storia del video degli artisti in Italia non può prescindere dalla conoscenza della sua esperienza, che è non solo artistica ma anche di produzione teorica e di promozione culturale (lo Studio 74 a La Spezia, il centro "Out-Off" di Milano…). Movimento fra i media: la fissazione fotografica è contraddetta da accadimenti che la erodono o la relativizzano, e le "belle immagini" sono aggredite da graffi, interferenze, strappi, bruciature, cancellature, accartocciamenti…Sturli parla di fotoeventi, come se il "tempo reale" dell'era elettronica stesse inesorabilmente contagiando, con giocosa crudeltà, queste immagini sognate per durare, per conservare la vita. Nelle performance in film e video (frutto di accurate messe in scena audio-visive, e non semplici documentazioni di azioni), il corpo si aggira attonito fra oggetti provenienti dal mondo naturale e dalla tecnologia: L'uomo albero e L'uomo orchestra (1976) attestano lo smarrimento antropologico di corpi-relitto o di corpi ibridi, imbrigliati da misteriose protesi, che cercano di affermare (vanamente?) un protagonismo. E il dialogo fra il naturale e l'artificiale si fa più sottile nella ricerca di effetti di linguaggio in cui la metamorfosi, così cara a Sturli, è ottenuta non "elettronicamente" ma a partire da procedimenti artigianali che creano combinazioni quasi astratte di forme (Rosa alchemica). In un momento come l'attuale, di riscoperta della performance da parte di giovani autori e di rilancio (talvolta esuberante) della medesima da parte di gallerie, festival ed eventi culturali, è importante ripensare le radici di questa modalità di creazione artistica e conoscere la riflessione e la produzione di Sturli, la sua pluridecennale e originale ricerca sulla dilatazione linguistica operata dalla tecnologia attuale e sulla capacità ormai acquisita (così scrive) "dell'arte mediale di dialogare e inventare eventi insieme ad altre esperienze creative, con l'intento forte di costruire una nuova conoscenza e coscienza dello sconfinato mondo della comunicazione globale".

Sandra Lischi

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