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2009-03-28 "TRAME DI LUCE"

un video di Gianluca Paoletti opere di Delio Gennai

“Trame di luce” è il titolo del video realizzato da Gianluca Paoletti in occasione della mostra “Invasione al Castello” di Delio Gennai, allestita l’estate del 2008 negli spazi del Museo Archeologico Ubaldo Formentini di La Spezia.  Il video - già presentato al pubblico spezzino lo scorso  gennaio - sarà proposto allo  Studio Gennai nelle vesti di una video installazione: le immagini saranno proiettate su di una grande tela di garza sospesa al centro di un’area della galleria, e circondata dalle opere - anch’esse sospese - di Gennai. L’incontro tra video e opere coinvolgerà l’intero spazio, proiettando le trame di luce e  ombre sulle pareti della galleria, compenetrandosi e modificandosi come in un grande caleidoscopio.

 
inaugurazione:
Sabato 28 Marzo ore 18
dal 28 Marzo al 30 Aprile 2009
orario: 17 - 19:30
dal martedi al sabato

 

TRAME DI LUCE

 Installazione Trame di Luce L'invito a parlare di Delio Gennai, in una serata dedicata    alla presentazione del  video realizzato da Gianluca Paoletti in occasione della mostra dell'artista nelle sale del museo archeologico di La Spezia mi ha portato a condividere con il pubblico presente qualche considerazione sul percorso progettuale che riguarda gli ultimi anni della sua ricerca artistica.
Mi sembra che, con grande coerenza, Gennai stia seguendo una delle linee maestre che caratterizzano l'arte moderna a partire dalla fine dell'Ottocento: un processo di de-costruzione analitica delle immagini, che individua, da fonti di ispirazione diversa, unità linguistiche di base, unità segniche elementari prive di  specifici significati denotativi. Con una metodologia che potremmo chiamare di natura strutturalista Gennai procede  ad una ricomposizione di notevole originalità, individuando nuove regole di organizzazione sintattica, pienamente consapevole della natura convenzionale ed astratta del linguaggio pittorico.
Come scriveva Filiberto Menna più di trenta anni fa “l'arte che non si è accorta di questo passaggio, di questo punto di non ritorno ...non è arte moderna ma solo cronologicamente contemporanea”.
Anche l'abolizione del colore appare l'esito naturale di una pittura che si proponga di evadere dalle ristrettezze del mondo oggettuale. Qui  mi pare si possano cogliere  gli  ultimi echi dell'avanguardia russa ( Malevic ma soprattutto Kandinsky). Il bianco “è quasi il simbolo di un mondo in cui tutti i colori come principi e sostanze fisiche, sono scomparsi. E' un mondo così alto rispetto a noi che non ne avvertiamo il suono... Il bianco ci colpisce come un grande silenzio che ci sembra assoluto. Interiormente lo sentiamo come un non- suono, molto simile alle pause musicali che interrompono brevemente lo sviluppo di una frase o di un tema, senza concluderlo definitivamente. E' un silenzio che non è morto, ma è ricco di potenzialità... E' la giovinezza del nulla, o meglio un nulla prima dell'origine, prima della nascita. Forse la terra risuonava così, nel tempo bianco dell'era glaciale”.( Lo spirituale nell'arte).

Un ultimo spunto di riflessione è scaturito proprio dalla sede dell'esposizione di Gennai ( il castello di S. Giorgio) e dal video di Paoletti, che coglie in modo straordinario la natura quasi immateriale dei lavori di Delio, in una relazione continua con i reperti archeologici del museo: un gioco di affinità e contrasti tra solidi marmi e garze trasparenti che realizzano un meraviglioso ossimoro visivo.
“Due vocazioni opposte si contendono il campo... attraverso i secoli: una tende a fare del linguaggio un elemento senza peso che aleggia sopra le cose come una nube...l'altra tende a comunicare al linguaggio il peso, lo spessore, la concretezza delle cose, dei corpi , delle sensazioni”.
( Italo Calvino, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Garzanti.1988).
                                                             Annamaria Bocco

 

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